Oliveto ornamentale
L’ossatura del giardino emerge da un atto
di sottrazione.
Una landa selvatica di spini era attorno la casa, Calicotome
infesta invadeva il
terreno assieme alla feroce Runza, l’eradicazione di tutti gli arbusti
spinosi e il taglio a raso delle erbe ha
permesso di scoprire l’andamento del terreno: agglomerati di calcarenite bianca e ambrata e massi
erratici assorbono ora la luce con tonalità cangianti all’incedere del sole lungo
il suo corso. Appaiono Rhamnus oleoides preziosi per la loro attitudine
a essere topiati in forme organiche, Crategus monogyna e Pyrus
spinosa sono nuvole bianche sfilacciate dal vento di primavera, grandi Ampelodesmos mauritanicus s’alzano adesso nell’oro rosso della
terra decespugliata a catturare e
riflettere la luce coi loro pennacchi. Si scoprono le Mandragora
autumnalis, alcune
orchideee, tutto un sorprendente corteo di geofite e rizomatose. Sul finire dell’inverno appare l’Asphodelus ramosus dalle fresche corolle bianche
striate di sangue, vestono i prati
d’un abito frusciante come la dolce brezza sulle rive fiorite d’un fiume. Appese alle fronde degli olivastri potati a nuvola tintinnano
campanelle scosse dal vento, richiamo di greggi andanti di cimbali appesi agli
alberi che oscillano al triste vento.
Il giardiniere avrà cura di propagare le piante dividendo nella stagione
estiva bulbi e rizomi, preparare il suolo alla germinazione dei semi delle lucenti annuali.
L’olivo
si trova spontaneo solo nella fascia mediterranea arida dell’Oleo-ceratonion, nel loro habitat naturale la capacità di rigenerazione del tronco
di olivi e olivastri è tale da rendere possibile anche il trasferimento di
piante plurisecolari. Si decide la messa a dimora di un Oliveto
Ornamentale; compito dell'architetto del paesaggio è evitare che tutto quel
sistema di alleanze vegetali formatosi in oltre cinquant’anni di abbandono vada
irrimediabilmente compromesso e perso del tutto.
Nel Giardino di Monte gli olivi seguono un impianto che asseconda il terreno accidentato: calano dall’alto verso la
casa come uccelli in ranghi scomposti allargandosi in prospettiva, nudi una
volta, oscillando le chiome eterne.
Nell’oliveto ornamentale dimorano le varietà Biancolilla, Nocellara, Cerasuola, Giarraffa,
mischiate assieme daranno il pregiato olio siciliano. La disposizione degli alberi risponde alla necessità di inquadrare le vedute prendendo paesaggio a prestito.
Maggio! Fiorisce la Sulla coronaria come un’ultima
sanguinosa cena nel Getsemani; il rosso si chiazza del giallo di Glebionis coronaria, i fiori che hanno
questo epiteto erano usati per intrecciare corone. Colti dai bei prati pieni di
sole e cielo, luoghi seducenti del Mediterraneo, prati siciliani famosi
testimoni del celebre ratto, vicende di violenza e di morte ma anche di ritorno
e resurrezione.
Dal punto di vista bioclimatico che è quello
che importa per realizzare un giardino naturale, Pistacia lentiscus non può mancare: importante
specie guida della fascia mediterranea arida termofila della Macchia Mediterranea costiera è pianta aromatica,
miglioratore del suolo, esigente d’azoto, tollerante dell’ombra, scarsamente
infiammabile.
Per irrigare le zolle
degli olivi da poco messi a dimora si è trivellato un pozzo nella
parte più alta del terreno, accanto è
posata al suolo una cisterna riempita dall'acqua pompata dal pozzo; sfruttando la gravità naturale l'acqua arriva a riempire le conche attorno ai tronchi delle piante assetate. D'inverno, quando la cisterna a monte è sempre piena, una seconda cisterna ipogea a uso della casa e del giardino è anche riempita dal pozzo tramite tubatura sotterranea che scende parallela alla strada bianca.
