Botanica del Paradiso davanti le porte di casa
In presenza di uno scenario naturale
così potente il giardino non può far altro che prendere paesaggio a
prestito per portarlo nel recinto della casa e trasformare l’habitat
del giardino mediterraneo in un ambiente multiforme. Emergono allora potenti cortocircuiti a
mantenere una visione dialogante con l’alterità, visioni su territori nuovi
di grande bellezza sensibile, climatica e geografica, ricchezza vegetale e animale. Il paesaggio è un contenitore che
raccoglie, clima, geologia, piante, animali, umani; ciascuno si muove all’interno
di fattori abiotici: atmosfera, vento, sole, temperatura, acqua, suolo, fenomeni
climatici e luministici. La continuità del giardino e la sua struttura spazio
temporale si fondono all’interno del rapporto di totalità con il paesaggio
attorno. Gli scenari del giardino sono tanto più seduttivi quanto più sfumano nella
natura e nel paesaggio, perciò sono da evitare gli sfondi privi di significanza.
Il passaggio degli abitanti di luoghi vicini che siano pescatori, pastori, contadini,
animali, è la mano invisibile che compone lo sfondo e aggiunge al giardino
naturale un effetto atemporale e suggestivo, rappresentato da gente vera, animali
reali, fenomeni meteorologici che animano la scena con un dato di realtà.
L’estesa
biodiversità e variabilità luministica del paesaggio nel giardino naturale lo assimila alla
botanica del Paradiso. Il giardino naturale, espressione del
paesaggio mediterraneo che lo circonda, induce a passeggiare liberi da schemi
precostituiti, non subordinati
a disposizioni geometriche o scritture paesaggistiche, la composizione del
giardino evita di disporre viali e vedute per regolare la camminata delle gambe
e la camminata degli occhi, predilige la scoperta. A sud, l’anfiteatro dei
monti sublimi, risonanti fenomeni climatici, a nord il mare cangiante di
lapislazzuli e d’oro, a ovest le balze dei monti del tramonto riecheggiano
richiami d’animali ai loro guardiani, l’est sfoggia misera la testimonianza
relitta di antiche pinete d’Aleppo, ora
inconsapevoli alberi d’un principio pittorico, valido per la costruzione di
giardini e ampliare la prospettiva: da lontano, di una montagna non si scorge
la base, degli alberi non si vedono le radici, delle barche non si vede lo scafo ma soltanto la vela.
Verso nord il giardino mediterraneo termina
alla veranda ovest, qui si offre una comoda veduta da fermo, l'occhio spazia verso i monti e il mare, inseguendo
numerosi punti di godimento visivo. Nella
veduta da fermo, lo sguardo percorre cannocchiali ottici, proiettati
all’orizzonte che permane, come sul dettaglio vicino che diviene, connette l’apparenza
all’estasi degli estremi.
Compongono questa parte del giardino,
Salvie, Phlomis, Eremophile, Lavande, Rosmarini, Stipe, Euforbie, Yucche,
Carrubo, Agave, Lentisco, Echium fastosi, Aeonium arborei. Alcune di queste piante sono
vere nomadi, le si può ritrovare a molti metri dalla pianta madre, si disseminano
facilmente sospinte dai venti o trasportate da insetti e uccelli, riempiono
molti spazi tra i sassi, sono state introdotte per conferire accadimenti botanici
nel giardino mediterraneo sempreverde. Teucrium
fruticans, Stipa tenuissima, Crithimum maritimum, Euphorbia characias, Euphorbia bivonae (endemismo siciliano),
Pallenis maritima, Alkanna tinctoria, Lomelosia cretica, Iberis
semperflorens, Phagnalon
rupestris, Cistus creticus,
Myrtus communis.
Salvia
canariensis è disdegnata dagli erbivori perché ricca di olii
essenziali, ha grandi foglie sagittate grigio chiaro,
profumate, vistosi fiori rosa
con brattee viola da Maggio a tutto Luglio. Maggio, le grandi infiorescenze
giallo-luminoso di Phlomis grandiflora, emergono lungo alti
fusti ben al di sopra del fogliame, la pianta ha una natura duale che esprime
con un marcato dimorfismo, in inverno/primavera le grandi foglie grigio-verdi
sono enormi, d’estate attua strategie di resistenza all’aridità, le nuove
foglie virano al grigio-argenteo, sono molto corte e si ripiegano sull’asse
longitudinale a formare una canalina. Phlomis instaura alleanze con Lentisco,
Mirto e Cisto. Eremophila
nivea, arbusto bianco
argenteo, setoso e morbido al tatto, abita il bioma subtropicale dell'Australia sudoccidentale, è giunta percorrendo a
ritroso le rotte migratorie di tanti provenienti dal Mediterraneo. Lavandula angustifolia, ha
numerose radici secondarie superficiali, in questo luogo è necessario
pacciamare con pietre attorno al colletto per impedire che l’umidità naturale
del terreno evapori troppo in fretta scacciata dallo scirocco, oppure la si protegga
appressando altre piante della gariga, in modo che il vento salso non asciughi
drammaticamente il terreno.
La grande biodiversità della botanica del
paradiso aumenta la resistenza del giardino naturale paesaggistico, dalle
patologie vegetali e dai parassiti, l’ampia biodiversità conferisce al sistema
giardino elevata resilienza agli eventi catastrofici naturali e dolosi. Un giardino naturale mediterraneo che si fa
modificare, per poi tornare alle condizioni iniziali, è resiliente; mentre un
sistema biologico che non si fa affatto modificare è resistente. Nel
caso dei giardini naturali (sistemi biologici) un giardino resiliente non sarà
resistente, mentre un giardino resistente non sarà resiliente. Sono due diversi concetti e prassi di
realizzare un giardino naturale mediterraneo.
