• Home
  • Ideazione e progettazione del giardino e del parco.
  • Blog
  • About
  • Contatti



  • Botanica del Paradiso davanti le porte di casa



    Il paesaggio è un contenitore che raccoglie clima, geologia, piante, animali, umani, tutti si muovono all’interno di fattori abiotici: atmosfera, vento, sole, temperatura, acqua, suolo, fenomeni climatici e luministici. In presenza di uno scenario naturale così potente il giardino non può far altro che prendere paesaggio a prestito per portarlo nel recinto della casa e trasformare l’habitat del giardino mediterraneo in un ambiente multiforme: visioni su territori nuovi di grande bellezza sensibile, climatica e geografica, ricchezza vegetale e animale. La continuità del giardino e la sua struttura spazio-temporale si fondono all’interno del rapporto di totalità con il paesaggio e i fenomeni meteorologici che animano la scena con un dato di realtà. Questa giardino naturale, espressione del paesaggio mediterraneo in cui è immerso, induce a passeggiare liberi da schemi precostituiti non subordinati a disposizioni geometriche o scritture paesaggistiche; la composizione del giardino evita di disporre viali e vedute per regolare la camminata delle gambe e la camminata degli occhi ma predilige la scoperta.  
    A sud, l’anfiteatro dei monti risonanti fenomeni climatici, a nord il mare cangiante di lapislazzuli e oro, a ovest le balze dei monti riecheggiano richiami d’animali ai loro guardiani, l’est sfoggia con nostalgia la testimonianza relitta di antiche pinete d’Aleppo ora inconsapevoli alberi d’un principio pittorico, valido nella costruzione di giardini per ampliare la prospettiva: da lontano di una montagna non si scorge la base, degli alberi non si vedono le radici. Procedendo verso nord il giardino mediterraneo termina alla veranda nord-ovest della casa, qui si offre una comoda veduta da fermo che connette l’apparenza all’estasi degli estremi: l'occhio spazia verso i monti e il mare inseguendo numerosi punti di godimento visivo, lo sguardo percorre cannocchiali ottici proiettati all’orizzonte che permane come sul dettaglio vicino che diviene.  


    Alcune piante che compongono questa parte del giardino sono vere nomadi, si disseminano facilmente sospinte dai venti o trasportate da insetti e uccelli e riempiono molti spazi tra i sassi. Sono state introdotte per conferire accadimenti botanici nel giardino mediterraneo sempreverde, le si ritrova con stupore a molti metri dalla pianta madre.

    Salvia canariensis è ricca di olî essenziali, ha grandi foglie sagittate grigio chiaro, profumate, vistosi fiori rosa con brattee viola da Maggio a tutto Luglio. Le grandi infiorescenze giallo-luminoso di Phlomis grandiflora, emergono lungo alti fusti ben al di sopra del fogliame, la pianta ha una natura duale che esprime con un marcato dimorfismo, nella stagione umida più fresca le grandi foglie grigio-verdi sono enormi, nella stagione arida e torrida attua strategie di resistenza all’aridità: le nuove foglie virano al grigio-argenteo, sono molto corte e si ripiegano sull’asse longitudinale a formare una canalina. Phlomis instaura alleanze con Lentisco, Myrtus communis e Cistus spEremophila nivea, arbusto bianco argenteo, setoso e morbido al tatto, abita il bioma subtropicale dell'Australia sudoccidentale, è giunta percorrendo a ritroso le rotte migratorie di tanti provenienti dal Mediterraneo. Lavandula angustifolia, pianta tipica dell'immaginario che le genti del nord hanno dell'ambiente mediterraneo, fatica ad attecchire in prossimità della costa perché predilige stazioni collinari più fresche dove s'associa a cisti ed eriche (associazioni legate al fuoco). Sarebbe da preferire Lavandula multifida, ma è assai meno decorativa, tuttavia nelle mani del giardiniere esperto Lavandula angustifoila prospera appressata ad altre piante della gariga costiera, in modo da proteggerla dal vento salso e il caldo Scirocco. 
    L’estesa biodiversità e variabilità luministica del paesaggio del giardino naturale mediterraneo lo assimila alla botanica del Paradiso e aumenta la resistenza alle patologie vegetali e ai parassiti, conferendo al sistema giardino elevata resilienza agli eventi catastrofici naturali e dolosi. 
    Il giardino naturale mediterraneo da me progettato è un sistema biologico resiliente perché si fa modificare per poi tornare alle condizioni iniziali se non intervengono accadimenti come l'instaurarsi di specie invasive alloctone che banalizzano la biodiversità. I giardini naturali sono sistemi biologici: un giardino resiliente non sarà resistente, mentre un giardino resistente non sarà resiliente. Sono due diversi concetti e prassi di realizzare un giardino naturale.