• Home
  • Blog
  • About
  • Contatti

  • Giardino Pantesco



    Il vento è sempre un fattore limitante alla fruizione piacevole del giardino, un riparo meteorologico, funzione assolta dal giardino pantesco, permette di isolarsi. La forma del giardino di pietra asseconda e accompagna il flusso del vento in modo che questo scivoli via, evitando al contempo di creare fastidiose turbolenze. All'interno dimora un albero d'agrume protetto dai venti, fornisce colore, profumo e mistero al verde glauco del fogliame monotono sempreverde degli ulivi. Queste strutture creano dislivelli in zone pianeggianti e rendono tortuoso ciò che è naturalmente diritto, la stessa funzione può essere assolta da grandi massi.   Gli agrumi, per crescere sani e vigorosi, necessitano di elevate temperature primaverili-estive e abbondante irrigazione, ma in questa zona la media di pioggia annuale è 400-450 mm/m2, insufficiente per una crescita regolare e produzione di frutta, si aggiunga un periodo arido di 4-5 mesi e forti venti salsi, la coltivazione risulta difficile se non si approntano ripari. Le fondazioni del muro trattengono molto a lungo l’acqua che si è infiltrata sotto di esse; agglomerati di pietre condensano rugiada notturna fornendo umidità al terreno, lo si vede indagando le radici degli olivi che dimorano sopra un terreno recinto da muri a secco: sono tutte rivolte verso le mura, avviene anche nel giardino pantesco, concepito per accentrare umidità e proteggere dal riscaldamento solare il colletto dell’albero e il suolo attorno, rallentando l’evaporazione, aggiungendo al naturale ombreggiamento delle foglie quello della pietra. L’area interna del giardino pantesco raccoglie 17.300 litri d’acqua piovana all’anno, quantità limitata per alberi che sopportano la siccità, come l’ulivo, ma per un agrume è al limite della sopravvivenza. L’interno del giardino pantesco, con il suo ingegnoso sistema di utilizzo delle risorse idriche, consente all’albero d’agrume di superare cinque mesi di siccità prolungata, integrando alla raccolta interna d’acqua piovana quella da suoli inclinati, da cui l’acqua ruscella giù dai pendii e strade in pendenza. Il giardino pantesco raccoglie le acque piovane convogliate da un sistema idrologico per irrigare l’agrume. Questo reticolo idrografico naturale di captazione delle acque meteoriche, integrato da canaletti in pietra naturale, crea risorgive carsiche temporanee per il naturale scorrimento dell’acqua giù dal terreno. Possono assumere la forma di cascatelle temporanee, quando condotte a gettarsi da quota maggiore, la cui portata e durata è proporzionale alla quantità di pioggia che cade. Le rocce calcaree sono colonizzate da licheni come, la nera Verruca nigrescens, nelle fessure si forma un po' di suolo dove attecchiscono Sedum sp., e Linum usatissimum.


    La strada bianca che scende al mare bordeggiando la proprietà, convoglia l’acqua piovana all’interno del giardino pantesco mediante un canale dai bordi di pietra e il fondo impermeabilizzato da polvere di calcare fine o polvere di tufo battuto. Un calcolo statistico sulla quantità media d’acqua piovana raccolta dalla strada, una superficie omogenea di 650 m2, permette di convogliare 19,8 m3 d’acqua alle radici dell’albero d’agrume. Sommando 17.3 m3 ai 19,8 m3, permette di raddoppiare l’apporto annuale d’acqua sulla superficie di copertura delle radici. La quantità di pioggia recuperata dai suoli inclinati, può essere accumulata in una cisterna ipogea posta adiacente al giardino pantesco. Nel muro del giardino si integra una pietra scavata come una grande scodella, detta pila, munita di un canale che attraversava il muro per convogliare l’acqua in un’anfora di terracotta dal fondo bucato, completamente immersa nel terreno cosicché l’acqua raggiunga l’apparato radicale. Un sistema che consente l’infiltrazione in profondità, altrimenti impossibile in suoli di natura argillosa, con rilascio graduale d’umidità e una evaporazione trascurabile. L’irrigazione avviene riempiendo la pila d’acqua attinta dalla cisterna, fino a quando il terreno attorno alla pianta è imbibito a sufficienza. Attorno all’albero d’agrume s’alza una opera architettonica di pietre sgrossate in simbiosi con l’albero, la crescita forzata da potature e contrappesi si fa architettura umana. Si parte dall’innesto, basso tanto da sfiorare il terreno, nel caso dell’agrume e dell’olivo 20 cm dal suolo, da qui diramano le 4 branche principali a formare la prima struttura dell’albero con un angolo di 25° con il suolo. I rami secondari chiudono gli spazi laterali per favorire l’avvicinamento ai muri del giardino pantesco così da godere i piaceri della vicinanza ai muri: protezione dai venti, ombreggiamento diurno, riscaldamento, cessione di calore notturno, umidità da condensazione dei microflussi portati dal vento. Il risultato finale è una superficie arborea ad estensione orizzontale tra 20 e 40 m2 con un’altezza media di 1,5 m.