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  • Il dialogo delle pietre intona il giardino



    Muro e basolato compongono una stanza giardino che prolunga l'intimità della casa, separandola dal vicinato fastidioso e caciarone che a volte assedia troppo da vicino il confine. L’andamento curvilineo del muro allarga illusoriamente lo spazio, rompe la rigidità ortogonale della linea di confine e confonde le proprietà nell'indeterminatezza dell'appartenenza arborea. Negli interstizi tra i conci sono state inserite piante da detrito, alcune epifite che non hanno radici ma prendono nutrienti e umidità dall'aria, come Tillandsia aeranthos, scelta per richiamare un cielo stellato. Si, perché le pietre e il cielo stellato sono le uniche entità ad avere visto Dio. Mondo percettivo e mondo operativo formano una totalità chiusa chiamata ambiente. Pee inerbire il muro con artificio, occorre individuare le qualità microclimatiche osservando la progressione dei raggi solari che colpiscono le superfici e registrare la durata dell’insolazione, ombre, luci, temperature. I fori e gli interstizi adatti ad accogliere le piantine che necessitano di terra per attecchire, sono suggeriti dalle lucertole, individuando da quali fori entrano e da quali escono. Le lucertole indicano al giardiniere attento la rete di cunicoli e anfratti che dirama tra i conci del muro, là propagheranno le radici del cappero. Il muro blocca lo scirocco che qui, per un strato gioco di rimbalzi, soffia da est, ma è anche un dispositivo idrico: raccogliere umidità e la condensa in acqua.


    Il luogo è ventilato, i venti che spirano da nord, ovest e nord-est apportano l'umidità necessaria. Lo scirocco che è un vento caldo umido, soffia contro il lato posteriore del muro contribuendo a scaldare le pietre. Il calore assorbito, soprattutto d'estate, viene restituito la notte, grazie al gradiente termico, sotto forma di umidità necessaria alle piante per vegetare. I fori che bucano le pietre sono il lavoro di una lumaca giardiniera che secerne una bava acida provocando lo scioglimento del carbonato di calcio delle rocce calcaree, poi, aiutandosi con la radula, raschia la roccia disciolta scavando fori circolari profondi e coalescenti, che utilizza come riparo. Sulle pareti dei fori trattati con la bava cresce un vegetale, simile a muschio, di cui la lumaca si nutre.