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  • Giardino mediterraneo



    Nel giardino naturale paesaggistico mediterraneo per aumentare la resistenza del giardino alle catastrofi antropiche lo si compone rispettando le associazioni individuate dalle specie esclusive dell’ecologia del luogo. Gariga e Macchia termofila vegetano nell’alleanza climatogena dell’Oleo-ceratonion, sono le formazioni vegetali mediterranee più ricche di piante aromatiche, olî volatili e principi medicinali, un alito infiammabile che spande il suo afrore con il vento salso del mare. Diffondere nelle narici e nel cervello l’odore aromatico delle coste mediterranee è la qualità più importante cui tende il progettista del giardino mediterraneo che cinge la casa di villeggiatura nella stagione che spesso coincide con il periodo estivo, quando le coste del Mediterraneo si tingono di giallo il mare è profondo turchese l’aria è infuocata, non ci sono fioriture e il verde è cupo. Il progettista di giardini eviterà di snaturare l’ecologia e l’estetica delle associazioni native mescolando senza un criterio ecologico paesaggistico piante che provengono da zone climatiche compatibili, eviterà assolutamente di introdurre specie invasive che alterano le associazioni tra gli endemismi, la biodiversità e gli equilibri ecologici. Allo stesso modo un virtuoso criterio paesaggistico non prescinde dall’ethos dei luoghi in cui si opera. Un giardino naturale, basato sulle compensazioni ecologiche del luogo innesca alleanze tra le specie e permette di comporre un giardino a bassa manutenzione, con l’impiego minimo dell’irrigazione artificiale solo nelle fasi d’attecchimento delle piante messe a dimora.






    Gli spazi e gli ambienti in questo grande giardino mediterraneo paesaggistico sono articolati da un’architettura agita dalle piante: un grande luogo complesso con molti recessi e molti passaggi che lasciano spazio all’inatteso, la casa è incardinata nel centro. Quanto più esistono variazioni negli spazi del giardino, tanto più si avverte un senso illimitato entro un'area limitata. Ne deriva il principio di inserire piccoli giardini compositi all'interno di giardini più grandi.  
    Il largo percorso rettilineo lastricato divide il terreno retrostante la casa in due zone asimmetriche e funge da asse di collegamento tra la casa e l’ingresso all’oliveto ornamentale a sud, verso nord si restringe per correre parallelo a muri e porte vetrate da cui luce, aria e paesaggio penetrano nella casa senza finestre. Per spezzare l’eccessiva rigidità del luogo i sesti d’impianto nel giardino seguono linee curve, semicerchi intrecciati e fasce concentriche interrotte. Quando la vegetazione sarà cresciuta le parti e non il tutto saranno visibili contribuendo a dilatare i confini del giardino e infondere un senso di fusione con il paesaggio naturale attorno, più lo spazio di un giardino è suddiviso più si avverte un senso di ampiezza, disporre prospettive che traguardano il paesaggio attraverso i tronchi degli alberi contribuisce ad allargare illusoriamente lo spazio trasversale.