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  • La casa nel giardino paesaggistico mediterraneo



    Il giardino vegeta tra le giogaie dei monti a sud e il mare a nord. 

    La scarsità d'acqua non permette l'artificialità di un impianto d'irrigazione, si decide a favore di un giardino naturale fatto dalle piante migliori che formano l’alleanza Oleo-ceratonion, caratteristica del luogo, perché sopportano lunghi periodi di siccità. La tolleranza all’aridità estiva è aumentata dalla fotosintesi degli alberi che raffresca l’ambiente e dall’ombra proiettata al suolo.
    Lo spazio del giardino, allungato e stretto, deve essere ampiato illusoriamente attraverso la scala delle piante, il dinamismo cromatico, il chiaroscuro delle chiome, la sinfonia dei verdi, la tessitura delle foglie. Molti degli arbusti della Macchia Termofila e della Gariga possono essere topiati per ottenere forme molto fitte, valorizzare le tondeggianti, suscitare contrasti tra portamenti a cuscino e slanciati. 


    La rustica pensilina è nascosta dalla verdeazzurra chioma sempreverde di un olivo incorniciato dalle fronde verde giada di due Erythrina caffra. Gli alberi del corallo contrastano con il verde denso e scuro delle foglie del Carrubo caparbio ancora bambino, estremamente longevo e resistente alla siccità raggiungerà lentamente dimensioni maestose. La chioma del Carrubo proietta un’ombra fitta, preziosa negli infuocati mesi estivi. Nel mezzo, Chorisia speciosa nella veste invernale, è un albero che non si lascia abbracciare, non dà confidenza, mantiene la distanza dall’essere umano, cui non resta altro che adorare da lontano la sua stupefacente fioritura autunnale. Le fronde orizzontali e spoglianti compongono una chioma espansa a palchi sovrapposti, trasparente alla luce e alla brezza, le foglie tremolano sotto al sole, come un velo verdeggiante di luce cosparso di macchie d’oro. L’Albero espone fiori simili a orchidee che riempiono completamente la pianta. Il Pino d’Aleppo è scottato dalle fiamme d’un incendio che ha avvampato l’erba alta e secca del campo contiguo ma è destinato a vegetare di nuovo, come promette il verde brillante appena sotto la corteccia dei rami. 
    In questa composizione agli alberi s’associano la gentile Tulbaghia violacea, agliacea sudafricana dalle foglie nastriformi verde chiaro, dotata di una insospettabile resistenza alla salsedine, fiorisce esibendo eleganti ombrelle dal color malva, come leggeri sipari tra il fogliame argenteo dell’Helichrysum italicum, suffrutice perenne dalle foglie cotonose e argentee, da maggio a giugno la morbida fioritura giallo-oro squillante diffonde un caldo aroma di curry e miele. La piante menzionate superano indenni prolungate siccità, rese più resistenti se alleate ad Artemisia arborescens, perenne dalle foglie argentee finemente incise e molto aromatiche, d’inverno il fogliame grigio-argento forma una meravigliosa cupola che imprigiona la luce, d’estate la pelosità che ricopre le foglie le permette di catturare l’umidità notturna che stilla al suolo. Le foglie grigio-argenteo finemente divise e molto aromatiche di Santolina chamaecyparissus emanano un aroma penetrante che ricorda l’olio d’oliva e la trementina, fiorisce lungamente, quando l’Elicriso è ormai sfiorito, con numerosi capolini giallo-oro che rivestono completamente la pianta. Nei giardini le Santoline crescono spesso su di un terreno troppo fertile che le accorcia la vita, amano invece più di tutto i sassi delle rupi sotto al sole cocente, un habitat abbagliante che prolunga la vita. Tra gli antichi blocchi di tufo nero da Favignana che fungono da sedute, cresce la siepe intrecciata di Teucrium fruticansAzureum”, arbusto compatto dalla sagoma espansa e piccole foglie grigio-azzurro. Sboccia continuamente da febbraio a maggio con bei fiori blu intenso in armonia con le api sui fiori abbondanti di nettare. Quando il caldo è più intenso e la terra è più arsa, Teucrium fruticans in attesa del ritorno di stagioni migliori, perde completamente le foglie e impudico mostra il groviglio cosmetico dei rami bianchi. Phillyrea angustifolia, arbusto sempreverde estremamente longevo, ha lucide foglie verde veronese, resistenti alla salsedine, e getti primaverili che paiono bronzo. Da marzo a maggio porta fiori profumati bianco-giallastri poco visibili, seguiti in autunno da numerose bacche nere, banchetto d’uccelli.