La casa nel giardino paesaggistico mediterraneo
L'ingresso al giardino segue l’asse
sud-nord; a sud le giogaie dei monti, a nord il mare e il vasto golfo
che lo racchiude. Le vedute cambiano ad ogni passo; in ciò consiste il significato
della veduta in movimento: nel non possedere mai un punto di vista fisso. Il
dinamismo cromatico, il chiaroscuro delle chiome, la sinfonia dei verdi, la
tessitura delle foglie, proprio come in un disegno, allargano illusoriamente la
percezione dello spazio reale, allungato e stretto.
Molti degli arbusti della Macchia
Termofila e della Gariga possono essere topiati per ottenere forme molto fitte,
valorizzare le tondeggianti, suscitare contrasti tra portamenti a cuscino e
slanciati.
Le piante che formano l’alleanza Oleo-ceratonion, necessitano di terreni
poveri, sassosi, calcarei e ben drenati, tutte sopportano lunghi periodi di siccità.
La tolleranza all’aridità estiva è aumentata dalla fotosintesi degli alberi che
raffresca l’ambiente e dall’ombra proiettata al suolo. Gli alberi giunti da
lontani climi sub-tropicali, lo stesso clima della Sicilia, ancora non so quali
alleanze potranno stabilire tra loro, vedremo, sarà avvincente scoprirle.
La rustica pensilina è nascosta dalla verdeazzurra chioma sempreverde
di un olivo incorniciato dalle chiome verde giada di due Erythrina caffra. I fiori rosso corallo sbocciano a marzo, in
continuo, fino all’emissione completa delle foglie. L’Albero del corallo, ha
crescita veloce, contrasta con il verde denso e scuro delle foglie del Carrubo caparbio, ancora bambino, estremamente
longevo e resistente alla siccità, raggiungerà lentamente dimensioni maestose.
La chioma del Carrubo proietta un’ombra fitta, preziosa negli infuocati mesi
estivi. Nel
mezzo, Chorisia speciosa nella veste
invernale, è un albero che non si lascia abbracciare, non dà confidenza, mantiene
la distanza dall’essere umano, cui non resta altro che adorare da lontano la
sua stupefacente fioritura autunnale. Le fronde orizzontali e spoglianti di Choria speciosa compongono una chioma
espansa a palchi sovrapposti, trasparente alla luce e alla brezza. Le foglie,
composte da 5 - 7 lobi, tremolano sotto al sole, come un velo verdeggiante di
luce cosparso di macchie d’oro. L’Albero espone fiori simili a orchidee che
riempiono completamente la pianta. È arrivato dalle foreste subtropicali del
Sudamerica, ha portamento espanso fino a 15 metri, bellissime foglie palmate,
rossastre a primavera, verde marino l’estate.
Il
Pino d’Aleppo pare secco, è scottato dalle fiamme d’un incendio doloso che ha
avvampato l’erba alta e secca del campo contiguo. L’albero è destinato a
vegetare di nuovo, come promette il verde brillante appena sotto la corteccia dei
rami. Se le ramificazioni più basse non dovessero vegetare in modo
soddisfacente, saranno tagliate così da allontanare la chioma dal suolo, quindi
dal fuoco che può propagare dall’erba secca non decespugliata.
In questa composizione al Carrubo s’associano
l’elicriso, la Santolina chamaecyparissus,
l’assenzio arboreo, la Tulbaghia violacea, il Teucrium, la
Fillirea. La gentile Tulbaghia violacea,
agliacea sudafricana dalle foglie nastriformi verde chiaro, è dotata di una
insospettabile resistenza alla salsedine. Fiorisce da aprile a luglio e da
settembre a novembre, esibendo eleganti ombrelle dal color malva, come leggeri
sipari contrastano meravigliosi tra il fogliame argenteo dell’Helichrysum italicum, suffrutice perenne
dalle foglie spatolate cotonose e argentee e portamento pulvinato. Da maggio a
giugno la morbida fioritura giallo-oro squillante diffonde un caldo aroma di
curry e miele. La piante menzionate superano indenni prolungate siccità, rese
più resistenti se alleate ad Artemisia
arborescens, perenne dalle foglie argentee finemente incise e molto
aromatiche. D’inverno il fogliame grigio-argento forma una meravigliosa cupola
che imprigiona la luce, d’estate, la pelosità che ricopre le foglie le permette
di catturare l’umidità notturna che stilla al suolo.
Nei giardini le Santoline crescono
spesso su di un terreno troppo fertile che le accorcia la vita, amano invece
più di tutto i sassi delle rupi sotto al sole cocente, un habitat abbagliante
che prolunga la vita. Santolina
chamaecyparissus, arbusto perenne dal portamento a cuscino molto denso, foglie
grigio argentate, finemente divise, molto aromatiche, emanano un aroma
penetrante che ricorda l’olio d’oliva e la trementina. Fiorisce lungamente, quando
l’Elicriso è ormai sfiorito, con numerosi capolini giallo-oro che rivestono
completamente la pianta.
Tra
gli antichi blocchi di tufo nero da Favignana che fungono da sedute, è la siepe
intrecciata di Teucrium fruticans “Azureum”, arbusto compatto dalla sagoma
espansa e piccole foglie cotonose grigio-azzurro. Sboccia continuamente da febbraio
a maggio con bei fiori blu intenso in armonia con le api sui fiori abbondanti
di nettare. Quando il caldo è più intenso e la terra è più arsa, Teucrium fruticans,
in attesa del ritorno di stagioni migliori, perde completamente le foglie e,
impudico, mostra il groviglio cosmetico dei rami bianchi.
Phillyrea
angustifolia, arbusto
sempreverde estremamente longevo, ha lucide foglie verde veronese, resistenti
alla salsedine, e getti primaverili che paiono bronzo. Da marzo a maggio porta fiori
profumati bianco-giallastri poco visibili, seguiti in autunno da numerose
bacche nere, banchetto d’uccelli.
