Bastione Sinodico. Difesa dal paesaggio industriale.
Il Bastione Sinodico sorge a difesa dal paesaggio industriale e dalla sua economia che erode il territorio per chiuderlo in scatoloni e scatolette. Il paesaggio industriale si presenta percettivamente come vuoto, benché ingombro; luogo anonimo e non-spazio, sottratto all’agire pratico e immaginifico delle persone. Il Bastione Sinodico formula un progetto di qualificazione paesaggistica di un sito industriale abbandonato, e ne fa paesaggio integrato nel tessuto culturale del territorio, secondo i criteri del Cultural Planning.
Il disegno anticipa un progetto paesaggistico su grande scala. I metodi del Cultural Planning, inseriti nel tessuto urbanistico, nel paesaggio continuo, e in quello culturale, si sovrappongono al paesaggio industriale, ingombro di buchi d’inesistenza, e sublimano il paesaggio in fattore di coesione sociale. Il Bastione Sinodico è primo piano e cornice dell’immagine, offre la necessaria visione a distanza, condizione che pone il paesaggio nell’ambito dell’immagine e della rappresentazione. Dall’ampio cordone semilunare, lo sguardo compone l’area industriale nel paesaggio cognitivo della cittadinanza che osserva. La visione a distanza è riflessa dal passaggio nella forra, che acquista l’erotica oscurità dei sentieri aperti nelle grotte.
