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  • Architettura del paesaggio: alberata di viti maritate.



    La “piantata” è la più artificiale e sofisticata architettura campestre che agisce come dispositivo di conoscenza e meccanismo del pensiero. L’architettura della “piantata” o “alberata” segnava il paesaggio mediterraneo con la trama dei filari di alberi e viti maritate; espressione di una coltivazione che triplica il suolo e la resa agricola.
    Se a ciò si aggiunge che dopo il raccolto sul campo pascolava il bestiame, ci si domanda come mai la coltivazione promiscua nelle pianure sia stata sostituita con quella intensiva della monocoltura?


    Un’architettura del paesaggio composta da alberate a “vite maritata” coltivata in festoni tra alberi allineati, evoca la soglia e il limite. Con la vite maritata, l’architettura campestre della piantata, proprio come avviene in natura, associa nel paesaggio tre piante tra loro molto diverse, e le riunisce nello stesso campo su tre piani di coltivazione sovrapposti: quello erbaceo, gli ortaggi o il fieno; quello del rampicante, la frutta, il vino; quello dell’albero, la legna da ardere, i pali, lo strame di fronda.