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  • Restituzione alla Terra. Un progetto di sinecologia.



    La specie Homo sapiens ha molto condizionato gli ecosistemi, tanto che se la specie dovesse estinguersi, rimarrebbero le sostanze di sintesi liberate nell’intero pianeta a interagire con gli ecosistemi naturali. Perciò, ricreare associazioni vegetali in ambienti morenti, dove prima erano native, porta alla creazione di nuovi biotipi, non al ritorno alla situazione del passato. Per restituire alla Terra il maltolto è necessario la conoscenza della biodiversità, condizionata dalla storia evolutiva, e della sinecologia che risponde a fattori ecologici attuali.


    La restituzione alla Terra passa per la progettazione ecosistemica delle realizzazioni umane. Il bacino fluviale trae nella città il territorio drenato dalla rete degli affluenti. Se la Terra è inquinata, il fiume porterà i veleni là dove sono le cause della loro produzione. La pericolosità antropica ritorna in città. Pensare a progetti di sinecologia è dovuto. Atti restitutivi sono necessari. Questi sono tanto più efficaci, quanto più avanza lo studio dei meccanismi che l’ecosistema dispone per autosostenersi. 

    Mi dà sollievo sapere che sto attraversando un bosco di salici viminali, mentre le loro vite discrete puliscono la terra dai veleni dell’uomo, immagazzinando metalli pesanti nel legno che li sostiene. Mi dà sollievo sapere che quando morirò Madre Terra potrà ancora accogliermi, grazie a quei salici che ho restituito alla Terra.