Giardino della notte.
Esiste parità tra il luccichio delle acque e lo scintillio di ombre e luci nel parco. Il giardino della notte fa dell’acqua uno specchio per la luna. Sul bordo si affaccia la grotta, da cui escono vaghi e sparsi gemiti di sorgenti o fontanili. Polle ben visibili in cavità artificiali. La grotta, artificio del giardino, è concepita per accostarsi nell’ombra allo strano e al contro natura. Progettare la grotta equivale a comporre il lato nascosto del sapere e il territorio dell’immaginazione nel giardino con luci e ombre di natura.
Un rozzo errore compiuto da architetti dozzinali e giardinieri insensibili, inesperti nel restauro di parchi e giardini, è pensare il giardino notturno esibito da consumati effetti di luce. Trucchi che mostrano il giardino sullo sfondo nero della notte ma che non ne conoscono il mistero. Il giardino della notte appartiene alle stelle e alle civette, illuminarlo come fosse giorno, rimuove quella parte proibita cui ognuno di noi dovrebbe accedere.
