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  • Gli enigmi dell'ombra



    Il parco privato ormai privo di assetti, naturalizzato dal tempo e dalla mancanza dell’uomo, offre al mestiere del giardiniere l’occasione di esercitare il suo sapere.  La semplicità, principio fondamentale nella costruzione del giardino, porta a intagliare, nelle fitte masse arboree, radure dove gli enigmi dell’ombra sogliono interrogare chi fra queste domande si avventura tra lampi di luce. 


    Trovandosi di fronte all’intrico dei rami, cresciuti nell’assenza dell’uomo, ci si limita a diradare selettivamente alberelli e fronde. Il sole potrà filtrare e tracciare sul terreno e sugli oggetti, vibratili trame di luce. Si aggiunge il necessario per sostare comodamente, un poco di geometrie vive, topiate da arbusti profumati, un poco di colore occasionale. Poi, si attende che il giardino ci guardi e, forse, ci riveli gli enigmi dell’ombra.

    Parco contemporaneo. La Natura ama nascondersi sulla soglia del parco contemporaneo. Tempo e cura del giardino ambientale mutano i gesti del giardiniere. Il parco contemporaneo predilige le libere consociazioni vegetative al nitido disegno strutturale. La natura applicata al giardino mette il boschetto spontaneo a progetto del selvatico nel giardino. 

    Il paesaggista giardiniere osserva che nel parco abbondonato, il tempo dell’uomo si ferma, quello della natura rimane attivo e prepara spontanei giardini d’ombra. L’uomo, al ritorno, li dispone lungo i sentieri per appartarsi nel parco contemporaneo.