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    Dove era l’antico noce; un Teatro di Verzura per la voce dell’albero. Un vecchio albero racconta l’antica dote del tempo e testimonia la memoria dei luoghi. Nell’antichità primigènia la voce Theatron unisce le radici dello sguardo, della vista e della Dea. Per questo l’abbattimento di un antico albero familiare annienta la memoria che abita il luogo. Non lo riconosciamo più, e non ritroviamo più, senza di lui, nemmeno le nostre radici perdute nel buio.


    La grande scultura in giardino, appoggiata al Salice matsudana, rappresenta la sublimazione della forma nel tempo biologico. L’artista del giardino progetta il parco a giardino delle idee, punto focale che rivela il motivo che lega gli elementi del parco: il teatro di verzura, l’albero, la scultura, il Milieu del luogo.  Quale metafora migliore del teatro a indicare la natura umana? 

    La verticalità in giardino e lo spazio scenico, perderebbero la nitida geometria se i sarmenti che lo rivestono non fossero trattenuti da mano esperta nella potatura. Le pareti d’affascinante fioritura bianca, pèrdono l’ortogonale esattezza nel grande vigore di rosa Rosa rambler Longicuspis e Trachelospermum jasminoides, che facilmente erompono in cascata, nuvola vaporosa di rami arcuati e ghirlande che toccando terra. Se si desidera ricoprire con ordine i Trellises, i rampicanti sempreverdi e rose climber devono essere, fin dall’impianto, sapientemente guidati per evitare che aggroviglino la chioma.